A molte persone interessate a iniziare la cura di uno spazio verde si presenta un dilemma: l’acqua da usare per le innaffiature costanti non è un controsenso, visti i periodi di caldo estremo che affrontiamo ogni anno? In altre parole, passione per il verde e cambiamento climatico sono nemici giurati?

Non necessariamente!

Trucchi e strategie per non sprecare risorse preziose

Esistono piante che necessitano di minori quantità di acqua: ne parliamo altrove su questo sito, in un focus sulle piante succulente (quelle che nella vita di tutti i giorni sentiamo chiamare “grasse”). C’è addirittura chi crea spazi verdi esclusivamente con questo tipo di vegetali, così da sfruttare la loro resistenza alle temperature più alte.

Non solo, ma anche in caso di presenza di piante più tradizionalmente associate a un terrazzo o a un giardino, si può fare in modo di contenere lo spreco dell’acqua o del terriccio: sia la prima che il secondo possono essere riciclati se “catturati” da appositi sottovasi (con buona pace dei ristagni che potrebbero attirare le zanzare). E non finisce qui.

Invece di usare acqua del rubinetto, si possono riutilizzare i liquidi dove abbiamo cucinato la pasta o bollito le verdure e gli ortaggi per i nostri pasti, dalle patate in giù. L’unica accortezza è di non salare l’acqua, onde evitare di bruciare le piante che annaffieremo.

A proposito di bruciare, ecco un consiglio su qualcosa da non fare: mai e per nessun motivo usare l’acqua raccolta dallo scarico dei nostri condizionatori per far bere le nostre piante, in quanto è tossica come poche cose al mondo, e finirà col bruciarle… Al massimo possiamo usarla per lavare in terra – anche in questo caso combattiamo gli sprechi senza fare male a nessuno!

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